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UN ALTRO GARIBALDI

C’è, tra le pieghe meno illuminate del nostro Risorgimento, un Garibaldi sottratto al clangore delle fanfare e restituito alla pazienza della terra. A evocarlo è L’altro Garibaldi. I diari di Caprera del giornalista e scrittore Virman Cusenza — già direttore de Il Messaggero e firma attenta alla memoria civile — che sfoglia i quaderni agricoli dell’Eroe dei Due Mondi come fossero reliquie domestiche, minute e rivelatrici.

Caprera diventa così una patria segreta, un’isola di vento e granito dove Garibaldi, spogliato d’ogni retorica, annota il tempo che cambia, la zolfatura d’una vigna, il respiro lento del bestiame. Cusenza segue quelle tracce con discrezione quasi filologica, restituendo un uomo contadino e visionario, capace di coltivare la terra come un’idea, di abitare il silenzio come una seconda epopea.

Il libro si offre al lettore come un reliquiario laico, fatto di cifre, appunti e gesti minimi. E alla fine resta la sensazione che la grandezza dell’eroe non dimori soltanto nelle imprese proclamate, ma in quella disciplina quotidiana, ostinata e fragile, che lo riporta alla sostanza più vera degli uomini.

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