TORINO, DEBUTTA IN PRIMA NAZIONALE “VANGELI”
SECONDA TAPPA DELLA TRILOGIA DEI LIBRI
Mercoledì 8 aprile alle ore 20.45 debutta, in prima nazionale, alle Fonderie Limone di Moncalieri, Vangeli, con la drammaturgia di Gabriele Vacis e della Compagnia PoEM, il secondo spettacolo, dopo Antico Testamento, che compone il progetto pluriennale La trilogia dei libri dedicato ai testi sacri delle religioni monoteiste.
Questa nuova produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale in collaborazionecon PoEM Impresa Sociale vedrà in scena Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera direttida Gabriele Vacis. La scenofania e gli ambienti sono di Roberto Tarasco, il suono è di Riccardo Di Gianni e i cori sono a cura di Enrica Rebaudo. Lo spettacolo resterà in scena per la stagione in abbonamento fino a domenica 19 aprile 2026.
Dopo Trilogia della guerra, intensa indagine sulle radici profonde che plasmano scelte, giudizi, diritti e leggi – e che ancora alimentano i conflitti del nostro tempo – Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM volgono lo sguardo a un altro immenso giacimento di parole antiche e vive: i libri sacri. Vangeli è il nuovo capitolo di un percorso, iniziato con Antico Testamento, che si interroga su ciò che le sacre scritture offrono ancora oggi, e come possano risuonare nelle coscienze dei più giovani, nel cuore inquieto del presente. L’allestimento teatrale non si limita a raccontare testi millenari, ma esplora le domande e le tensioni che essi generano, mettendo in dialogo parole, emozioni e memoria collettiva. Il progetto si inserisce così in un percorso più ampio, che unisce ricerca storica, riflessione civile e sperimentazione scenica. Il cammino proseguirà nel 2027 con Corano, completando questo intenso viaggio attraverso le grandi tradizioni spirituali del mondo.
Il mondo che abitiamo oggi pare senza grazia. La verità è messa al bando, non è una virtù, ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Nell’Antico Testamento fu data la legge. Nel Nuovo Testamento furono date la grazia e la verità. In particolare nel Vangelo di Giovanni, Gesù Cristo è grazia e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? Quando noi ne abbiamo fatto e ne facciamo esperienza? Vangeli pone queste domande con l’obiettivo di costruire insieme al pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità: un tempo di consapevolezza.
Il primo spettacolo di questo trittico, Antico Testamento, prendeva il Pentateuco e altri libri un po’ a pretesto. Ci interessava raccontare storie di oggi sugli antichi racconti biblici. Prendendo in mano i Vangeli ci siamo subito resi conto che è necessario, di questi tempi, semplicemente pronunciare le parole del Nuovo Testamento. In particolare il Vangelo di Giovanni che comincia così: «in principio era il logos.» La parola logos è stata sempre tradotta con verbo, parola. Ma traduzioni recenti mantengono la parola greca originaria. Perché è intraducibile. Logos è parola incarnata, vuol dire, oltre a parola, discorso, pensiero, legge, fino a soffio. Abbiamo deciso che volevamo provare a far agire il logos nel corpo dei giovani attori di PoEM. Vorremmo capire cosa significano, in questi tempi schiodati, parole come verità e grazia.
Nel mio lavoro la narrazione è sempre stata una delle tre componenti del teatro: rito, gioco e, appunto, narrazione. Perché queste tre componenti, quando hanno pari dignità, ci permettono di indagare su aspetti fondamentali della nostra vita, oltre sciocchezze come la post-verità o la mala grazia di poteri che reprimono ogni soffio vitale.
Abbiamo costruito questo spettacolo provando a dare corpo alle parole. A generare azioni e immagini dai testi: dal discorso della montagna o dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, fino alla struttura “spirituale” del Vangelo di Giovanni, che Enzo Bianchi raccomanda di chiamare “il Quarto Vangelo”, o “l’altro Vangelo”.
