STOMP torna a Roma: il ritmo della città accende il Teatro Olimpico
Dopo l’accoglienza calorosa registrata lo scorso anno, Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico riportano a Roma STOMP, la celebre compagnia britannica che da oltre trent’anni attraversa i palcoscenici di tutto il mondo trasformando il ritmo in spettacolo totale. L’appuntamento è fissato dal 14 al 19 aprile, quando il Teatro Olimpico tornerà a vibrare di energia urbana e invenzione sonora.
STOMP si presenta come un’esperienza scenica difficilmente classificabile: percussione, danza, teatro fisico e musica convivono in un linguaggio immediato, capace di parlare a pubblici diversi per età e provenienza. Nessuna trama, nessun dialogo, nessun personaggio tradizionale. Al centro, otto performer che diventano al tempo stesso musicisti e acrobati, dando vita a una partitura costruita sui suoni della quotidianità: accendini, bidoni, scope, pneumatici, lavandini. Oggetti comuni che, sotto le loro mani, si trasformano in strumenti e costruiscono un ritmo serrato, ironico, a tratti ipnotico. L’atmosfera è metropolitana, pulsante, con improvvise deviazioni verso suggestioni che richiamano il flamenco o il tip-tap, in un continuo slittamento tra generi e registri. Non stupisce che la critica internazionale abbia parlato di “pura magia da palcoscenico” e di un teatro capace di raggiungere il massimo della propria seduzione.
Nata a Brighton nel 1991 dall’intuizione di Luke Cresswell e Steve McNicholas, la compagnia ha costruito una traiettoria che va dai grandi teatri europei a Broadway, da Los Angeles a Tokyo, imponendosi come fenomeno globale. Tra i riconoscimenti, spicca il Laurence Olivier Award del 1994 per la migliore coreografia, a cui si affiancano ulteriori nomination che ne hanno consolidato il prestigio.
A guidare l’evoluzione dello spettacolo resta la visione di Steve McNicholas, che individua nelle contaminazioni artistiche e nella varietà culturale del cast uno dei motori vitali del progetto. Dalle influenze del punk rock al jazz africano, fino ai riferimenti ai Drummers of Burundi, a Grace Jones, ai grandi interpreti del tip tap e ai percussionisti giapponesi KODO, STOMP continua a rinnovarsi grazie all’apporto di performer provenienti da contesti diversi. Ogni ingresso in compagnia introduce nuove sfumature, nuove energie, nuove possibilità espressive.
Lo spettacolo romano proporrà una selezione dei numeri più iconici, accanto a creazioni più recenti già presentate nel 2024. Tra queste, “Suitcases”, nato dall’osservazione dei movimenti e delle coreografie involontarie di aeroporti e stazioni, e “Poltergeist”, che gioca con l’immaginario cinematografico degli oggetti che prendono vita, trasformando la scena in un organismo dinamico, instabile, attraversato da una percussione in continua metamorfosi.
Un ritorno atteso, dunque, che rinnova il dialogo tra scena e pubblico attraverso un linguaggio essenziale e insieme sorprendente, capace di trovare nella materia più ordinaria una forma di spettacolo che resta, ancora oggi, radicalmente contemporanea
